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VOCI DELL'INQUIETUDINE

percorso a cura di Paula Carrara in sinergia con il LabPerm di Castaldo

dal 24 al 26 MAGGIO

VENERDÌ| dalle 19 alle 22

SABATO | dalle 10 alle 19

DOMENICA | dalle 10 alle 15 

(compresa pausa pranzo)

SPAZIO NON C'È

corso Vercelli 5, Torino (TO)

VOCI DELL' INQUIETUDINE è un percorso diretto a indagare il rapporto tra la parola poetica e la città. Sono 3 giorni di esperienza intensiva in cui, partendo dalla relazione tra voce-corpo-spazio, i partecipanti saranno invitati a intervenire nello spazio urbano.  Lo spunto poetico, su cui saranno stimolati i partecipanti al percorso sarà  Il Libro dell’Inquietudine di Fernando Pessoa.  
Sarà guidato dall’attrice Paula Carrara in sinergia con il team del LabPerm.

 

 Le diverse competenze guideranno i partecipanti in una direzione condivisa: creare una “esperienza” che permetta l’incontro tra attori e spettatori attraverso una cornice poetica al nostro vivere quotidiano.

LA CITTÀ

L'obbietivo è quello di dare tempo e spazio alla percezione del sé in un ambiente protetto e poi in un ambiente quotidiano,  ma non completamente svelato.

La velocità e la fretta sono le protagoniste del nostro tempo - ma questo é un percorso che vuole darci la possibilità di “sprecare del tempo”, di posare lo sguardo sul paesaggio e di aprire l’ascolto ai suoni e alle parole che circondano.

 

Porremo il fuoco anche sulla creazione di uno spazio di condivisione dove camminare spalla a spalla con sconosciuti, dare corpo all’incontro.

La città e lo spazio aperto diventano “palcoscenico” di uno scambio umano, intimo e singolare.

LAVORO SULLA VOCE O LA PAROLA

Scrive Paula Carrara: 
"La voce, ogni voce, racconta una storia. È il risultato diretto e mai finito di quello che siamo, che abbiamo visto e vissuto, di quello che abbiamo ascoltato, sentito, provato. La voce è corpo, e allo stesso tempo nasce da un corpo. 
In questo senso, il lavoro si sviluppa attraverso giochi e esercizi che invitano i partecipanti a mettersi in moto attraverso lo sviluppo dell’Ascolto. Invece di coltivare l’idea di controllo o di training esteriore, si mira a far crescere la consapevolezza sugli impulsi e gli spazi della voce, in modo che si possa ampliare la libertà dell’essere.
È un processo pratico che ha come principio quello di dissolvere i blocchi che ci impediscono di connetterci con la voce piena e consentono anche l’investigazione di nuove relazioni tra Voce-Corpo-Spazio-Presenza
".

DIALOGHI ATTRAVERSO IL CORPO

- il corpo in dialogo con se stesso (l’ascolto di sé, le possibilità espressive di corpo e voce, l’impulso)
-il corpo in dialogo con lo spazio (il movimento, il linguaggio scenico in spazi non convenzionali, relazione creativa con gli stimoli esterni)
- il corpo in dialogo con l’altro (ascolto del gruppo, degli altri singoli, delle parole in se stessi)
- il corpo in dialogo con il tempo, (il tempo presente, il tempo dello scrittore, il tempo astratto della parola scritta)

Il Libro dell’Inquietudine di Fernando Pessoa

Addentrarsi nella scrittura di Fernando Pessoa è una sfida: significa abbandonare i sentieri certi e sicuri del conosciuto per inoltrarsi sui cammini incogniti, talvolta misteriosi della poesia.  

“Significa essere pronti a mettersi in discussione e a mettere in discussione tutto l’universo di convinzioni e convenzioni, rassicurante e tranquillo, in cui abbiamo condotto la nostra vita fino ad oggi, avvolgendo la nostra esistenza, consumata e scandita secondo i ritmi psicologici della “normalità” quotidiana del dire e del fare. 
Significa, in altri termini, uscire allo scoperto; confrontarsi indifesi, più che con gli altri e con il mondo esterno, con noi stessi negli spazi tenebrosi del non-cosciente e del sogno: problematizzare e problematizzarsi per giungere, in campo metafisico, ad una risposta soddisfacente e plausibile ai mille perché suscitati da tale immersione, in un processo infinito di continui rinvii e rimandi, per trovare l’arcano principio di tutte le cose che sempre, immancabilmente, lasciandoci confusi e disorientati, ci sfugge e svanisce”. 

[Piero Ceccucci, in Nota Introduttiva al testo di Pessoa]


 “[…] Considerando che non ci è data, per certa, altra realtà che non le nostre sensazioni, ci rifugiamo in esse, e le esploriamo come grandi paesi sconosciuti”.  
[Fernando Pessoa]


Nel Libro dell’Inquietudine, il personaggio creato per Pessoa tende a “sabotare” il tempo dell’efficienza, il tempo quotidiano nel quale siamo immersi, e forse anche perduti. 
La città è l’icona dell’idea di efficienza, di produzione. Quello che ci sostiene (il lavoro, i rapporti utilitari, il consumo) e ciò che ci disumanizza.  
La sua poetica ‘inquieta’ ci spinge a evadere verso un’altra possibilità di presenza e ci invita alla ricerca di un altro tempo, diverso dal quotidiano, ma, indubitabilmente, nato da questo. 

 

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