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SAN PIETRO IN VINCOLI ZONA TEATRO | via San Pietro in Vincoli 28, Torino

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L.U.P.A. è una realtà patrocinata dalla CITTÀ DI TORINO e dalla CIRCOSCRIZIONE 7

RICREAZIONE FISICA

percorso a cura di Francesca Netto

1/6

LUN-GIO

da 2 OTTOBRE al 20 DICEMBRE 2018 e dal 8 GENNAIO al 13 GIUGNO 2019

LUNEDÌ - GIOVEDÌ | dalle 10 alle 12

SAN PIETRO IN VINCOLI ZONA TEATRO

via San Pietro in Vincoli 28, Torino

e presso

SPAZIO DILÀ

Corso Regina Margherita 154, Torino

[I partecipanti verranno aggiunti ad gruppo whatsapp per ricevere tutte le informazioni sul luogo d'incontro]

Un percorso per amatori e professionisti, alla ricerca di un proprio flusso creativo e sensibile di impulsi. Lo scorrere degli impulsi è alla base di un corpo vivo, libero e liberato.

 

Il movimento è di essenza fisica.

Ogni movimento esige spazio e tempo.

Il perfezionamento dei movimenti nel tempo, assicura la coscienza del ritmo musicale.

Il perfezionamento dei movimenti nello spazio, assicura la coscienza del ritmo plastico.

 

Il ritmo è movimento, non è un fatto meccanico, ma un principio vitale di flusso di energia. Fa parte dei nostri movimenti corporei come della nostra vita biologica (il respiro, il battito del cuore, l’alternanza di sonno e veglia, il ciclo digestivo…). Il ritmo è un principio organizzativo dello spazio e del tempo.

Non c’è bisogno di costruire i ritmi intellettualmente come le tabelline. Sono presenti dentro di noi in forma latente, inerenti al comportamento motorio. L’educazione al ritmo non consisterà tanto nel seguire una musica o il battere di un tamburello quanto nel mettersi all’ascolto dei ritmi dei nostri comportamenti motori, del nostro essere e stare profondo. Si tratta di cogliere questi ritmi, perseguirli, interpretarli ed utilizzarli per i nostri bisogni espressivi.

Tutti gli esercizi puntano all’annientamento delle resistenze, dei blocchi, degli stereotipi individuali e professionali. Gli esercizi non portano all’acquisizione metodica e precisa di tecniche fisiche, ma mirano piuttosto all’eliminazione di quel blocco psicofisico che impedisce una reazione creativa.

Chi guida crea uno spazio e un tempo possibile per chi segue e partecipa, fuori da forme, strutture prestabilite, eppure a volte usandole-forme e strutture – sempre e solo con l’intento di trovare chi e cosa le abita.

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